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Maria Grazia Morsella

Maria Grazia Morsella esplora, nel suo percorso creativo, diverse tecniche espressive: poesia, pittura, illustrazione, decorazione e scultura ceramica. 
In ogni opera, l'intento è quello di riportare la parola, il segno o il volume alla sua essenza, al limite massimo di sintesi, per un "racconto" immediato, inequivocabile ed emotivamente intenso. 
Le sue opere tentano di adattare più linguaggi diversi che si plasmano quasi naturalmente in installazioni realizzate con materiali di varia origine, in accostamenti di colori neutri o fortemente contrastanti. 
Le zone d'ombra dell' "essere" sono il caposaldo della poetica dell'artista che mette in scena tutte le sfaccettature dell'animo umano. 
L'Uomo e i suoi sentimenti sono il fulcro di un percorso creativo che vuole riaffermare l'arte come espressione del "sentire", come esperienza personale ma condivisibile, che offre uno spunto per riflettere sulla nostra natura, sulle nostre potenzialità, sul nostro "divenire" non come casualità fatale ma come volontà.

NOI 

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Maria Flora Clementelli

La mia vita professionale e quella artistica si sono da sempre intrecciate e contaminate. Quando da giovanissima ho iniziato ad insegnare nella scuola media inferiore Arte e Immagine, ho trasferito la mia passione per la ceramica nel mio lavoro, organizzando laboratori nelle diverse scuole. 
Ho esplorato con gli allievi il senso del gioco, della scoperta, della creatività. 


Una esperienza fatta con entusiasmo, che ha alimentato nel tempo la mia storia ed ha contribuito a nutrire la mia crescita personale. 
Sono cresciuta negli anni grazie alla formazione a mia volta ricevuta dalla ceramista Elettra Cipriani e dal ceramista Ugo Paolelli. 
Nel 2016 ho fondato insieme alla ceramista Luisa Raggi l'Associazione I Love Ceramica. È iniziata una nuova avventura, e la mia attività espositiva. 

Il file rouge delle mie opere è il mare. 


Esse nascono dall’attenzione verso le anime che vi abitavano, verso i colori, la plasticità delle forme, il movimento, l’alternanza di pieni e vuoti, della quiete e del movimento. 
Amo il mare vero, amo immergermi, osservare, nuotare, veleggiare, È un mondo che mi incuriosisce, mi sbalordisce, mi attrae. 
Mi carico delle sue energie, mi nutrono e sono diventate nel tempo le fondamenta della mia arte. 
Quando lavoro l’argilla le emozioni provate nel contatto con il mare riemergono. L’argilla, come l’acqua, diventa canale e mi permette di entrare in contatto con quella parte di me sommersa dal quotidiano e dai pensieri dominati.

Cernia, Pesce pietra, Scorfano, sono le mie muse. 


Questo canale di comunicazione preferenziale mi ha permesso di rientrare in me stessa, di ritrovarmi e di far nascere nel tempo una mia “ecologia profonda”.  Attraverso la narrazione di questo mondo e del mio vissuto, desidero lanciare un messaggio, una speranza per la salvaguardia di questo mondo sommerso a cui tanto dobbiamo. 
La costruzione ideale di un tempio a Demetra, dea della natura, per placare la sua ira per lo scempio che l’uomo sta compiendo, un mio rituale per ricongiungere l’uomo con la sua anima, perché immergersi nella natura è fare anima.

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Luisa Raggi

Nel Genesi l’Altissimo plasma la terra per creare il primo uomo e la prima donna così la storia stessa sembra iniziare dall’argilla. Fatte le debite proporzioni, la sensazione, ritrovata ogni volta che inizio un pezzo, è la stessa: dare una forma partendo da una terra particolare, scelta per fabbricare gli oggetti necessari a rendere comoda e più bella la vita quotidiana. La cura con la quale scartavetriamo, cuociamo, smaltiamo e prima ancora pensiamo un manufatto ha come scopo non solo l’uso ma anche la grazia dell’oggetto stesso. Per me l’artigianato è il processo che non conosce la separazione tra la progettazione e la realizzazione, unendo tutto nella stessa persona, nelle sue mani. Per quanto si sperimentino nuove formule per la materia prima o nella diversità delle cotture e degli smalti, sono sempre le mani - le mie mani - a essere le responsabili ultime del risultato. Anche se durante la cottura è il fuoco a comandare: l’apertura di una fornata infatti è un momento di trepidazione. 


Mediante le mie mani non solo fisso una forma ma cerco di trasmettere un’emozione, un pensiero che arrivi anche a chi lo userà o lo guarderà. Nella mia produzione è centrale il pezzo unico: desidero che ciascuno possa avere qualcosa non di serie: che sia una lampada, un vaso o una scultura. Penso sia la strada per l’artigianato del futuro: le persone hanno bisogno di avere qualcosa di speciale per sé, soddisfa una necessità primaria che l’industria non è in grado di coprire. Il pezzo unico e la manualità mi hanno portato all’insegnamento, non per trasmettere il mestiere a chi desidera intraprenderlo bensì per chiunque voglia apprendere le tecniche per esprimere la propria creatività e provare la mia stessa emozione nell’avere tra le mani un oggetto che all’inizio era solo un pezzetto di terra informe.

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