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MARIA FLORA CLEMENTELLI


La mia vita professionale e quella artistica si sono da sempre intrecciate e contaminate. Quando da giovanissima ho iniziato ad insegnare nella scuola media inferiore Arte e Immagine, ho trasferito la mia passione per la ceramica nel mio lavoro, organizzando laboratori nelle diverse scuole. 
Ho esplorato con gli allievi il senso del gioco, della scoperta, della creatività. 


Una esperienza fatta con entusiasmo, che ha alimentato nel tempo la mia storia ed ha contribuito a nutrire la mia crescita personale. 
Sono cresciuta negli anni grazie alla formazione a mia volta ricevuta dalla ceramista Elettra Cipriani e dal ceramista Ugo Paolelli. 
Nel 2016 ho fondato insieme alla ceramista Luisa Raggi l'Associazione I Love Ceramica. È iniziata una nuova avventura, e la mia attività espositiva. 

Il file rouge delle mie opere è il mare. 


Esse nascono dall’attenzione verso le anime che vi abitavano, verso i colori, la plasticità delle forme, il movimento, l’alternanza di pieni e vuoti, della quiete e del movimento. 
Amo il mare vero, amo immergermi, osservare, nuotare, veleggiare, È un mondo che mi incuriosisce, mi sbalordisce, mi attrae. 
Mi carico delle sue energie, mi nutrono e sono diventate nel tempo le fondamenta della mia arte. 
Quando lavoro l’argilla le emozioni provate nel contatto con il mare riemergono. L’argilla, come l’acqua, diventa canale e mi permette di entrare in contatto con quella parte di me sommersa dal quotidiano e dai pensieri dominati.

Cernia, Pesce pietra, Scorfano, sono le mie muse. 


Questo canale di comunicazione preferenziale mi ha permesso di rientrare in me stessa, di ritrovarmi e di far nascere nel tempo una mia “ecologia profonda”.  Attraverso la narrazione di questo mondo e del mio vissuto, desidero lanciare un messaggio, una speranza per la salvaguardia di questo mondo sommerso a cui tanto dobbiamo. 
La costruzione ideale di un tempio a Demetra, dea della natura, per placare la sua ira per lo scempio che l’uomo sta compiendo, un mio rituale per ricongiungere l’uomo con la sua anima, perché immergersi nella natura è fare anima.